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La speranza di una grazia finisce alle sette di sera. Chiudono i cancelli, al santuario di San Giovanni Rotondo. Una giornata è finita, ma nella fabbrica dei miracoli costruita attorno alla figura di Padre Pio, non c’è tempo da perdere. E così, quando le luci della chiesa ancora non si sono spente e i pellegrini ancora non sono tornati a casa, dietro un muro si inizia a smontare la scenografia: i ceri – che si possono acquistare ad un distributore automatico che garantisce «lunga durata» – vengono raccolti e gettati in sacchi neri. Che fine fanno? «Li portiamo dentro», spiega un giovane addetto alle pulizie. «Dentro», si scopre poco dopo, è un magazzino fatiscente che sta a pochi metri di distanza. Più a lato, due ragazze si affannano a togliere dalle mani di una statua i rosari che i devoti hanno aggrovigliato attorno. «Ce ne hanno messo d’impegno!» sembrano inveire contro i pellegrini premurosi. Quelli che le loro speranze le hanno avvolte con dovizia, e forse preferirebbero non vedere con i loro occhi che le loro preghiere hanno le ore così contate. Ma sono le sette di sera, non c’è tempo da perdere con la devozione.La religione che scopre il business non è certo una novità, né una prerogativa di questo paese arroccato sul Gargano. Ma a San Giovanni Rotondo l’affare ha da poco nuova linfa: è la salma del santo, riesumata il 24 aprile scorso.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78489
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La IV sezione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del Codacons per la revoca dell’ordinanza che dava il via libera ai lavori di ampliamento della base Usa. Secondo il Presidio permanente «No Dal Molin», il Consiglio di Stato, nel respingere il ricorso, ha comunque «riconosciuto il valore della consultazione popolare del prossimo 5 ottobre e la legittimità del Tar ad esprimersi, il prossimo 8 ottobre, dopo la sospensiva decretata lo scorso giugno». «Fino a queste date – affermano i no base – al Dal Molin non deve essere toccato nemmeno un filo d’erba; se, come hanno annunciato gli statunitensi, le demolizioni degli edifici storici presenti all’interno dell’area inizieranno, questo sarà un atto di arroganza e di prevaricazione sulla città e sul Tar». Secondo i «No Dal Molin», infatti, «una forzatura rappresenterebbe una dichiarazione di guerra a Vicenza, a cui – avvertono – noi risponderemo con la nostra creatività e la nostra determinazione».
«Non permetteremo – proseguono – che la consultazione popolare venga delegittimata da chi vuole imporre la nuova base militare; la difenderemo, assieme all’area verde del Dal Molin e ai suoi edifici che rappresentano un patrimonio della città».
«Il sindaco Variati – concludono – ha promosso la consultazione popolare dichiarando che avrebbe preteso rispetto dagli statunitensi; ora è il momento che difenda la dignità di Vicenza, che ha il diritto ad esprimersi a lavori fermi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78435
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Mara Venier e Luca Giurato saranno opinionisti fissi de L’isola dei famosi, al via il 15 settembre. Lo annuncia la Venier su Diva e donna, in edicola oggi. «Con Simona Ventura – dice Mara – ci siamo incontrate a Miami, dove ero di passaggio. Per convincermi, sono bastati due giorni con lei mentre era impegnata sul set del nuovo film di Massimo Boldi. Mi ha spiegato la sua idea, la sua voglia di riportare me e Luca davanti alle telecamere per questa maratona coi suoi naufraghi». E sul suo futuro in tv, Mara dice: «Sarei felicissima di ricominciare con un mio programma, ma alle mie condizioni e non semplicemente per la nostalgia del video, o per apparire comunque».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286071
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C’è aria di Ambrogino d’oro per Giuseppe Viganò. È giusto che anche lui abbia il riconoscimento al valore che hanno avuto tutti i milanesi che si sono distinti per il loro altruismo. A Palazzo Marino tutti la pensano così. «Solo grazie al coraggio di un uomo di 79 anni – sottolinea il vice sindaco Riccardo De Corato – che non ha avuto paura di mettere a repentaglio la propria vita, oggi due bambini salvati dalle fiamme possono ancora sorridere. Azioni di questa umanità toccano il cuore di tutti e rafforzano il senso di solidarietà e convivenza civile. L’esemplare gesto del pensionato Giuseppe Viganò rimarrà nella memoria di tutti. E merita pertanto il massimo riconoscimento della città».Nella lista dei cittadini eroi, ci sarebbe anche Eddy, il ghanese ridotto in fin di vita l’8 luglio dai pusher perché metteva in guardia i giovani dai rischi delle droghe. Già il presidente del City Angel, Mario Furlan, lo vuole nominare «angelo» onorario per il suo coraggio. Eddy non si è fermato davanti alle minacce, davanti alle botte. Il suo desiderio di convincere i ragazzi del parco a smetterla con la droga era troppo forte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286188
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Caro Granzotto, come cittadino e come cattolico sono indignato per quanto scritto da Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi accusato di fascismo. Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio è uno dei fondamentali principi evangelici e mi stupisco che don Sciortino non ne abbia tenuto conto. In ogni caso da un sacerdote che si presenta sempre in giacca e cravatta e che probabilmente la tonaca non sa nemmeno da che parte si infila, non ci si poteva aspettare di meglio. Resta da chiarire se l’accusa di fascismo rivolto a Berlusconi non sia dovuta all’esaurimento dei classici argomenti dell’antiberlusconismo, come il conflitto di interessi o la collusione mafiosa.Marcello Costa e-mailNon crederà mica, caro Costa, che il cervello di don Sciortino sia in grado di elaborare – nel bene o nel male – idee originali. La sua è rifrittura, nell’olio stantio, rancido, di uno fra i più asfissianti tormentoni degli ultimi cinquant’anni: l’antifascismo. Il fatto che ormai non faccia presa nemmeno nell’animo del più scatenato dei leonkavallini (fra i quali risulta più «trendy» l’antiamericanismo) poco conta. C’è sempre qualcuno che, a corto di argomenti, raccatta, agitandolo, quel ferro vecchio. Stavolta il qualcuno è stato don Sciortino, ma è bene ricordare che qualche anno fa sul tappeto elastico dell’antifascismo in salsa antiberlusconiana zampettarono tromboni del calibro di Norberto Bobbio, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais (trombone magno), Antonio Tabucchi (trombone d’onore) e Andrea Camilleri.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286087
Spese vitali,cellulari e pubblicitàIn Italia per la sanità si spendono annualmente circa 100 miliardi di euro; per la bolletta energetica, vale a dire le importazioni di prodotti petroliferi (gas e carbone) l’esborso è ancora più rilevante. Di fronte a simili chiari di luna, non è perciò un caso che gli effetti per i conti del Paese e per le tasche dei singoli cittadini siano costantemente all’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica e costituiscano motivo d’apprensione ad ogni stormir di fronda. Al contrario, v’è un consumo diffusissimo (battiamo il record in Europa) che sembra bruciarsi quasi in sordina: mi riferisco a quello collegato ai telefoni cellulari. Il relativo conto della spesa si attesta ben oltre i 10 miliardi d’euro e si presenta progressivamente crescente a prescindere dall’andamento congiunturale. Per di più, va rimarcato che dodici anni addietro i telefonini non esistevano per niente, né, prima, si sosteneva una spesa proporzionalmente paragonabile attraverso gli apparecchi domestici. Nel caso specifico, non resta, purtroppo, che una spiegazione ben determinata. Una volta le sirene se ne stavano acquattate solamente fra Scilla e Cariddi. La madre di tutte le moderne sirene si chiama, ovviamente, pubblicità. Non ha, però, mezzo corpo di pesce come le sparute progenitrici e, anzi, non sa neanche nuotare. Proviamo a farne tabula rasa, buttandola in mare.Rocco Boccadamo – LecceNon sono d’accordo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286086