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Che queste emergenze sono distribuite lungo una precisa scala gerarchica – una è più emergenza dell’altra – e che sono emergenze in conflitto: per risolvere l’una, occorre trascurare o, addirittura, aggravare l’altra. Non è così. In primo luogo le emergenze non sono solo due – la crisi economica avvitata intorno alla crisi finanziaria e la crisi ambientale avvitata intorno ai cambiamenti del clima. Sono tre. È in atto anche una crisi energetica, avvitata intorno al «picco del petrolio». La produzione del combustibile fossile ha ormai raggiunto, infatti, un massimo relativo. Nei prossimi anni la disponibilità è destinata a diminuire (a meno che non vengo attivate altre e molto più costose fonti).Queste tre crisi non sono indipendenti l’una dall’altra, ma strettamente intrecciate tra loro. L’una determina l’altra, in un gioco inestricabile di azioni e retroazioni. La crisi ambientale è determinata anche dalla crescita dei consumi spinta verso l’alto dal credito creativo. Il prezzo del petrolio è determinato, anche, da giochi speculativi cui non è estranea la finanza. L’uso del petrolio (oltre che del carbone e del gas naturale) è correlato ai cambiamenti climatici. In altri termini è corretto dire: «Economia, energia e ambiente sono l’emergenza».Non c’è alcuna gerarchia tra loro. Nessuna distribuzione di priorità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80073
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L’articolo 669 del codice di procedura penale prevede che quando si è condannati due volte per lo stesso reato si debba scontare solo la pena più lieve. A meno che, i due reati non siano riconducibili a più di un illecito. È il caso di Cesare Previti, già avvocato di Berlusconi e parlamentare di Forza Italia. Per lui, la Cassazione ha deciso di non applicare l’articolo 669.Previti è stato condannato per corruzione in due processi, quello per il cosiddetto Lodo Mondadori (un anno e mezzo) e il processo Imi-Sir (sei anni): l’avvocato aveva chiesto così di dover scontare solo l’anno e mezzo, visto che l’altra condanna poteva essere ricondotta allo stesso tipo di reato, la corruzione appunto.Secondo la Prima sezione penale della Cassazione, però, la richiesta di Previti non può essere accolta: gli “ermellini” hanno ritenuto che i reati attribuiti all’ex legale di Berlusconi siano da considerare come molteplici episodi di corruzione e non uno solo.Secondo uno dei difensori di Previti, Alessandro Sammarco, si tratta dell’«ennesima ingiustizia». Se il ricorso fosse stato accolto, ricorda il legale, «sarebbe anche venuta meno la condanna accessoria dell’interdizione di Previti ai pubblici uffici che gli è costata il posto in Parlamento».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80223
Leggendo l’intervento pregevole di Maurizio Gregorini e ricordando quello di Sergio Maifredi (di segno opposto in merito alla «fondazione per la cultura»), per parte mia non posso che condividere il primo. Questo detto sono ben lontano dal voler proporre delle conclusioni o dal voler negare alla posizione di Sergio Maifredi una qualche attendibilità nell’orizzonte genovese e ligure della cultura che appare sempre sul «depresso andante». Essendo abituato a non «demonizzare» chicchessia non posso per coerenza attribuire colpe soverchie all’amministrazione di sinistra (si tratti di fondazioni o di assessorati). Eppure c’è qualcosa che non va: si è affermata (lungo quattro decenni) in quel di Genova una mentalità che è sempre meno facile accettare (soprattutto per chi mai ebbe a condividerla). Credo però che anche altri più giovani possano rendersi conto che (almeno in ipotesi, visto che localmente non l’hanno sperimentato) una società civile dinamica riesce a trovare pressoché sempre il modo di esprimere se stessa nelle molteplici forme che tradizionalmente l’arte e la riflessione propongono. Sicuramente queste ultime subiscono forti influenze da (o hanno una radice comune) con gli orientamenti politici e la politica in genere ma è altresì vero che non si può estendere ad esse quelle modalità di programmazione e di controllo che la Sinistra sempre ebbe care (salvo naturalmente quando era all’opposizione, laddove allora si alzavano strilli favolosi a difesa della libertà di espressione in generale e degli artisti organici militanti nelle file della Sinistra stessa).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295612
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È un vero e proprio giallo l’omicidio di Maria Milana, 58 anni, trovata cadavere ieri nella sua abitazione a Valderice, nel Trapanese, mentre spunta una polizza assicurativa che la donna aveva stipulato a favore della figlia maggiore, nel caso in cui fosse rimasta orfana, per badare alla sorella minore, 16 anni, affetta da autismo. A ucciderla due colpi di pistola che l’hanno centrata al volto e all’addome senza lasciarle scampo. I militari l’hanno trovato vestita e con indosso il suo orologio e degli anelli, distesa in camera da letto. La donna, vedova da sei anni era da pochi mesi in pensione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295443
Ha aspettato fino all’ultimo, ha dato tempo ai manager di fare riunioni su riunioni per decidere come sarebbe stata l’aggregazione di Iride (la società multiservizi formata da Amga e Aem di Torino) con le consorelle emiliane Enia e Hera, ha soppesato i pro e i contro dell’operazione, infine si è decisa: «Alt! Il matrimonio, a tre per giunta, non mi convince. Non si fa più niente». Così il sindaco Marta Vincenzi ha preso carta e penna e ha scritto ai vertici di Iride e al suo collega torinese Sergio Chiamparino per mandare all’aria le trattative. «Il Comune di Genova – spiega Marta Vincenzi, esplicitando un concetto che aveva preannunciato nel corso del forum al Giornale – non ritiene che il tentativo di aggregazione debba protrarre tavoli di lavoro che fino ad oggi non hanno prodotto alcun risultato. Pertanto – conclude – resto in attesa della società Iride, nell’assoluto rispetto della posizione e delle prerogative del suo Consiglio, delle determinazioni urgenti che consentano agli azionisti l’individuazione delle migliori strategie alternative». Tutto questo, in diretta conseguenza dei tre dubbi, chiamiamoli così, che sono venuti al sindaco del Comune della Lanterna (azionista di Iride) per quanto riguarda gli aspetti finanziari dell’operazione (determinazione del concambio tra le azioni interessate), gli aspetti organizzativi (disegno del business e piano industriale) e della governance, sia del gruppo, sia delle reti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295596