Il campione texano doveva prendere parte al “Tour of the Gila”, breve corsa a tappe in programma da mercoledì a domenica in New Mexico, ma l’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di far valere una regola che impedisce ai top team di partecipare a competizioni di livello nazionale.
Non potrà quindi rifinire in gara la condizione in vista del Giro d’Italia, ma la presenza del plurivincitore del Tour con l’Astana alla corsa rosa, al via sabato 9 maggio da Venezia, non è in discussione.
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http://www.sportal.it/news/news796670.html
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Roma – Nel tempo a cavallo fra la Seconda e la Terza Repubblica, quello in cui i partiti si sono abituati a riscrivere velocemente le proprie identità, un nuovo manifesto politico, o un nuovo pantheon di padri spirituali, innescano facilmente la polemica, se non addirittura – come in questo caso – il giallo. È successo ieri, che, intorno all’ultimo documento congressuale di Alleanza nazionale, quello preparato in vista del cosiddetto «congressino», quello chiamato a decidere lo scioglimento del partito nel Popolo della Libertà, si accendesse la fiamma della polemica, non tanto per i nomi nuovi, ma per uno che manca: quello di Giorgio Almirante.
È bastato, infatti, che nel pomeriggio di ieri le agenzie iniziassero a battere l’elenco di nomi che il gruppo di lavoro chiamato a stendere il documento aveva messo insieme, perché si accendessero delle reazioni. La prima, quella di donna Assunta Almirante (ovviamente), simbolicamente più importante, dato il rapporto di suo marito con la storia di An. Ma poi anche citazioni, correzioni di tiro, persino qualche diniego. I fatti, in breve sono questi. Al fianco del documento, c’è una lista di nomi una An’s list in cui saltano subito all’occhio molte new entry. Nomi del tutto fuori dalla politica, come quelli dei due padri della letteratura italiana, Dante Alighieri e Alessandro Manzoni.
Nomi di intellettuali antifascisti come Piero Gobetti e Pietro Calamandrei; ex comandanti partigiani, poi fondatori dell’industria di Stato, come Enrico Mattei.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330430
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di Marcello D’OrtaSe si va di questo passo, i quotidiani italiani dovranno avvalersi di una nuova figura di giornalista: il corrispondente di guerra scolastico. Naturalmente ciò vale anche per le redazioni dei tg. Una Carmen Lasorella, un Tony Capuozzo, un Franco Di Mare o una Tiziana Ferrario che ci informino dello svolgimento della battaglia in tempo reale: sullo sfondo una scuola, e nella scuola uno scolaro che spacca la testa a un insegnante, o un insegnante che scanna uno scolaro.La storia delle violenze in classe è antica come il mondo, basti ricordare che il maestro latino era detto Plagosus, e plagosus vuol dire «colui che sferza». Questa violenza era per così dire unilaterale, perché ad abbuscare (a prenderle) erano sempre gli alunni. I libri di Dickens (in particolare David Copperfield e Nicholas Nickleby) ne sono una testimonianza. Nell’Ottocento anche l’Italia si difendeva bene. Il sistema di punizione più utilizzato erano naturalmente le bacchettate, poi c’è stato il progresso, e con il progresso ci si è affinati. Così si è passati dal costringere l’alunno a stare in ginocchio su ricci di castagna, al chiuderlo nell’armadietto, dal pungerlo con una siringa al legargli le braccia dietro le spalle eccetera. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi non riferivano ai genitori di queste punizioni, per paura di «avere il resto», ma poi è successo che col ‘68 gli alunni hanno preso coscienza del proprio corpo (prima erano incoscienti), e «il resto» lo hanno dato loro ai professori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330443
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Roma – “Spero che i miei colleghi non vadano a lavorare per la Cai, mi auguro che i piloti scelgano di restare magari senza impiego per qualche mese e poi di andare a lavorare per qualcuno che sappia rispettare i patti e sopratutto la parola data”. Così il presidente dell’ Unione Piloti, Massimo Notaro, commenta le dichiarazioni riportate da alcuni giornali, del management di Cai sulla scelta di procedere a chiamata diretta piloti e assistenti di volo per le assunzioni, dopo la presentazione dell’ offerta di Cai per Alitalia e la scelta di cinque sindacati autonomi (tra cui Up) di non firmare gli accordi con la Compagnia aerea italiana.
“Personalmente – dice Notare – non andrò a lavorare con Cai. Nel merito, sottolineo che non hanno rispettato i patti e hanno deciso di farlo sotto i riflettori di palazzo Chigi. E in queste ore gli appelli alla responsabilità sono tutti rivolti a noi e non a loro. Chiameranno i piloti uno per uno, e se non li trovano che fanno – dice – li cercano all’ estero?”.
L’Sdl: valutiamo azioni legali contro Cai Lo annuncia il sindacato Sdl, riferendosi all’accordo su contratti e selezione del personale per la nascita della Nuova Alitalia sottoscritto dai sindacati confederali ma non dagli autonomi, tra cui Sdl. “Valuteremo azioni legali: se due parti sottoscrivono un accordo a settembre, con la garanzia del governo e poi il contratto che presenta una delle due parti non è conforme a quanto pattuito, dovrà essere il Tribunale del lavoro a stabilire la validità o meno di quel contratto”, afferma Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl, in vista dell’assemblea di domani a Fiumicino con i dipendenti Alitalia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303155
Una successione di immagini incalzanti, una voce narrante che urla, suggerisce e strattona verso un finale rocambolesco. La cena di Emmaus – poco più di 10 minuti costruiti con disegni vagamente espressionisti, immagini filmate a colori e in b/n, frame a pieno schermo e in tutte le tinte che inseguono il ritmo sincopato del montaggio – è una storia che arriva dallo scalpitante tacco d’Italia ma sa guardare fuori dal recinto della periferia territoriale. Ideato da Josè Corvaglia – salentino, classe 1974, esperienze al Politecnico e alla Triennale di Milano, cipiglio da nerd, infuocata verve – è un progetto che comprende anche una mostra di 80 quadri e un libro pubblicato da Gianluca Arcopinto, editore ’solo per stavolta’ dopo aver prodotto con la solita ispirata incoscienza il corto. Che ha collezionato un cursus honorem di tutto rispetto, girando tra Europa e Stati Uniti e infine candidato ai David di Donatello. ‘La cena di Emmaus’ di Caravaggio nella versione della National Gallery
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77236