Spese vitali,cellulari e pubblicitàIn Italia per la sanità si spendono annualmente circa 100 miliardi di euro; per la bolletta energetica, vale a dire le importazioni di prodotti petroliferi (gas e carbone) l’esborso è ancora più rilevante. Di fronte a simili chiari di luna, non è perciò un caso che gli effetti per i conti del Paese e per le tasche dei singoli cittadini siano costantemente all’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica e costituiscano motivo d’apprensione ad ogni stormir di fronda. Al contrario, v’è un consumo diffusissimo (battiamo il record in Europa) che sembra bruciarsi quasi in sordina: mi riferisco a quello collegato ai telefoni cellulari. Il relativo conto della spesa si attesta ben oltre i 10 miliardi d’euro e si presenta progressivamente crescente a prescindere dall’andamento congiunturale. Per di più, va rimarcato che dodici anni addietro i telefonini non esistevano per niente, né, prima, si sosteneva una spesa proporzionalmente paragonabile attraverso gli apparecchi domestici. Nel caso specifico, non resta, purtroppo, che una spiegazione ben determinata. Una volta le sirene se ne stavano acquattate solamente fra Scilla e Cariddi. La madre di tutte le moderne sirene si chiama, ovviamente, pubblicità. Non ha, però, mezzo corpo di pesce come le sparute progenitrici e, anzi, non sa neanche nuotare. Proviamo a farne tabula rasa, buttandola in mare.Rocco Boccadamo – LecceNon sono d’accordo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286086
Ormai si è andati oltre il livello di guardia; dopo una rozza campagna di denigrazioni, false denunce, vesti stracciate sul teatrino della politica, si è scesi sul campo di battaglia delle riforme alla mordacchia della magistratura. Della Giustizia, ovviamente, non importa nulla a questi vocianti coristi diretti dalla robusta bacchetta del capo; se importasse loro qualcosa si sarebbero da tempo preoccupati di curare i mali effettivi della giustizia: la sua inaccettabile lentezza, l’eccessiva frammentazione, l’insufficiente preparazione culturale dei magistrati, le superate modalità di accesso in magistratura, la disordinata geografia giudiziaria, le gravissime carenze strutturali. L’unica cosa che veramente interessa a questi mentori dell’illegalità è togliere l’indipendenza, l’autonomia, la libertà di azioni dei magistrati. Debbono essere tutti riportati alla ‘cultura del gregge’, fedeli ed obbedienti al pastore che li copre con il manto del potere e li conduce verso i pascoli sicuri dell’impunità.Il momento è propizio per avviare l’operazione candeggina e scolorire le toghe sino a renderle indistinguibile dall’abito dei buoni sudditi. Si è già iniziato a tracciare il solco con l’aratro della forza e della provocazione: il cd lodo immunità che mette al riparo il capo del governo da qualsiasi indagine giudiziaria anche per fatti privati.. Finalmente un primato italiano che,nonostante i maldestri tentativi di ridurne l’originalità, resta un’eccezione nel quadro europeo, anche se non può disconoscersi una certa affinità con la regina d’Inghilterra (affinità non rare tra sovrani).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77214