Namerss’s Weblog


Padre Pio, la fabbrica dei miracoli (a orologeria) – SocietÃ
Agosto 31, 2008, 4:57 pm
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La speranza di una grazia finisce alle sette di sera. Chiudono i cancelli, al santuario di San Giovanni Rotondo. Una giornata è finita, ma nella fabbrica dei miracoli costruita attorno alla figura di Padre Pio, non c’è tempo da perdere. E così, quando le luci della chiesa ancora non si sono spente e i pellegrini ancora non sono tornati a casa, dietro un muro si inizia a smontare la scenografia: i ceri – che si possono acquistare ad un distributore automatico che garantisce «lunga durata» – vengono raccolti e gettati in sacchi neri. Che fine fanno? «Li portiamo dentro», spiega un giovane addetto alle pulizie. «Dentro», si scopre poco dopo, è un magazzino fatiscente che sta a pochi metri di distanza. Più a lato, due ragazze si affannano a togliere dalle mani di una statua i rosari che i devoti hanno aggrovigliato attorno. «Ce ne hanno messo d’impegno!» sembrano inveire contro i pellegrini premurosi. Quelli che le loro speranze le hanno avvolte con dovizia, e forse preferirebbero non vedere con i loro occhi che le loro preghiere hanno le ore così contate. Ma sono le sette di sera, non c’è tempo da perdere con la devozione.La religione che scopre il business non è certo una novità, né una prerogativa di questo paese arroccato sul Gargano. Ma a San Giovanni Rotondo l’affare ha da poco nuova linfa: è la salma del santo, riesumata il 24 aprile scorso.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78489



Dal Molin, respinto il ricorso. Il sindaco: a ottobre la città parlerà – Interni
Agosto 31, 2008, 2:39 pm
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La IV sezione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del Codacons per la revoca dell’ordinanza che dava il via libera ai lavori di ampliamento della base Usa. Secondo il Presidio permanente «No Dal Molin», il Consiglio di Stato, nel respingere il ricorso, ha comunque «riconosciuto il valore della consultazione popolare del prossimo 5 ottobre e la legittimità del Tar ad esprimersi, il prossimo 8 ottobre, dopo la sospensiva decretata lo scorso giugno». «Fino a queste date – affermano i no base – al Dal Molin non deve essere toccato nemmeno un filo d’erba; se, come hanno annunciato gli statunitensi, le demolizioni degli edifici storici presenti all’interno dell’area inizieranno, questo sarà un atto di arroganza e di prevaricazione sulla città e sul Tar». Secondo i «No Dal Molin», infatti, «una forzatura rappresenterebbe una dichiarazione di guerra a Vicenza, a cui – avvertono – noi risponderemo con la nostra creatività e la nostra determinazione».

«Non permetteremo – proseguono – che la consultazione popolare venga delegittimata da chi vuole imporre la nuova base militare; la difenderemo, assieme all’area verde del Dal Molin e ai suoi edifici che rappresentano un patrimonio della città».
«Il sindaco Variati – concludono – ha promosso la consultazione popolare dichiarando che avrebbe preteso rispetto dagli statunitensi; ora è il momento che difenda la dignità di Vicenza, che ha il diritto ad esprimersi a lavori fermi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78435